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Si perde, si prova! Come vincere sempre e comunque

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Conoscete il detto in inglese “you win some, you lose some”? Un detto per indicare che nella vita non ci possono sempre essere delle vie in discesa con successi, ma anche delle salite con magari addirittura dei “fallimenti” (che così non sono come vedremo dopo) che ci fanno “perdere” e non raggiungere gli obiettivi posti, le scommesse fatte, le idee e i sogni sperati. Allora che cosa si fa? E soprattutto come si fa dopo? Ecco 7 consigli su come superare una sconfitta e andare avanti e vincere sempre e comunque..

  1. Accogliere e accettare quello che succede nel bene e nel male

Nel dizionario your dictionary il detto “you win some, you lose some” indica proprio l’accettare il “bene” e il “male”. Come detto una discesa non sarebbe una discesa se prima non avessimo fatto una salita e viceversa. Fa parte (purtroppo e non) della vita. Quando ci prefissiamo un obiettivo, vorremmo raggiungerlo subito, ma…diciamo la verità, non sarebbe così gratificante se lo raggiungessimo proprio subito…ci piace comunque scommetterci sopra e vedere se riusciamo a raggiungerlo o meno. Fa parte del gioco. Al momento che ci mettiamo a lavorare verso un sogno, una scommessa o uno scopo bisogna essere pronti ad accogliere e accettare il risultato nel bene e nel male. Sta proprio nel come riusciamo ad affrontare il processo e “la via per” prima, che riusciamo a accettare un’eventuale sconfitta dopo. Ci arrendiamo subito? Ci vediamo come un fallimento? Riusciamo a vedere che cosa succede realmente? Accettiamo un eventuale errore? Con che spirito lo accogliamo e come andiamo avanti. Etc. etc. Quindi in primis serve accogliere il risultato in sé. Nel caso di un successo, riconoscerlo per quello che è nel bene (e quindi festeggiare!) considerando tuttavia quali elementi hanno portato al successo. Qui si incontra un famoso fenomeno psicologico: l‘attribuzione causale ossia la teoria dell’attribuzione causale di Heider. La teoria ci insegna come giustifichiamo il nostro comportamento e quello altrui di fronte agli eventi della vita. Nel caso di un successo siamo più propensi a dire che siamo stati noi stessi a raggiungerlo mentre nel caso di un fallimento è più facile che attribuiamo le cause ad altri fattori fuori di noi. Quindi nel nostro caso l’accogliere e accettare il bene è sempre buono ma riflettendo anche su da dove arriva il successo davvero.

Nel caso del male, invece di arrendersi, buttarsi giù, arrabbiarsi e, appunto “dare la colpa ad altri e altro”, è importante cominciare in primis a semplicemente notare che “qualcosa non ha funzionato bene”, che, non necessariamente è sempre un “fallimento” o una “sconfitta”. Vale la pena quindi di accogliere questo momento e innanzitutto accettare che ci sia. Non è arrivato per niente e quindi bisogna rifletterci sopra.

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2) E’ solo un momento temporaneo

Ogni momento nella vita passa ed è quindi passeggero. Soprattutto nel caso di una sconfitta o un fallimento personale bisogna ricordarsi che passerà, cambierà e magari anche nel meglio. La rabbia, la frustrazione e il senso di incapacità piuttosto di fallimento è solo un momento temporaneo che, casca il mondo, passerà. Niente dura per sempre nel bene e nel male per cui non bisogna mai disperarsi e mai arrendersi. Al massimo ci si ha provato e non si ripete più l’esperienza o magari si cambia approccio, magari dietro il fallimento o la sconfitta c’è un messaggio che dobbiamo capire, la lezione da imparare. Tuttavia quel momento, quel fallimento e quella sconfitta non tornerà mai più o almeno non in quell’identità o entità. Questa ci funziona da garanzia e dovrebbe farci stare più sereni.

3) La sconfitta ….perché non chiamarla sfida o lezione imparata

Capita spesso anche nel nostro lavoro di psicologi che le persone si definiscono falliti, sfigati o che sentono che “ora mai tanto nulla ha più senso”. Che cosa esattamente (cerchiamo sempre di non generalizzare e capire bene di che elemento si tratta esattamente)? Può essere qualsiasi cosa ma alla prima occasione che le cose non vanno come le abbiamo pianificate, programmate, prefissate …ci possiamo sentire abbattuti e come un fallimento. Ci sentiamo sconfitti. Che cosa vuole dire esattamente una sconfitta? Google lo descrive come un “insuccesso” in una competizione di qualsiasi natura. La competizione con chi è? Con noi stessi! Siamo noi che decidiamo che cosa vogliamo fare, con che esito, il perché e il per come e quindi ci mettiamo in competizione innanzitutto con noi stessi! E l’insuccesso che cosa vuole dire; quando definiamo un successo un insuccesso e viceversa? Quando noi stessi lo decidiamo perché siamo noi a definire che cosa è un successo per noi o no e quindi arriviamo al punto della definizione che noi diamo ai fatti. La definizione ci dice come affrontiamo le cose e con che spirito. Quello che una persona definisce una difficoltà per l’altra è una sfida (anche piacevole), quello che può essere un insuccesso può essere per l’altro un tentativo non riuscito (ma senza troppi se e ma) Come diceva un mio grandissimo capo; “hai voluto la bicicletta, adesso pedala” per dirmi…ti sei posto questo obiettivo adesso raggiungilo e se non lo raggiungi chiediti il perché e riprovi…”, la famosa “lesson learnt”. Quindi chi in quel momento vede il non raggiungere della mete come una sconfitta è chi dà quella esatta definizione dove un’altra dice “ok, adesso ho capito, adesso riesco a rifare il tentativo, magari attraversando altri percorsi e altre vie”.

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4) Enjoy the process, qui ed ora

Quando vogliamo raggiungere un obiettivo (che può essere di qualsiasi tipo) siamo tentati a volerlo velocemente, quindi subito, con il meno sforzo possibile ma con il massimo risultato. I grandi imprenditori, pensatori, filosofi, scienziati ci insegnano che se non si è disposti a passare tutto il percorso per arrivare alla mete, i risultati possono non esserci, essere di scarsa qualità o fallire sul lungo termine. Quindi perché non apprezzare proprio la strada verso il successo, in questo momento, nel qui ed ora? Conosciamo tutti gli atleti professionisti che si preparano per delle gare importanti…se lavorassero solo per avere il 1,2 o 3° posto farebbero veramente tutta questa fatica? Costruiscono pian, piano ogni giorno, passo per passo la loro forza, la loro competenza e la loro pazienza, godendo il processo e il miglioramento. Godendo oggi quello che c’è senza guardare a quello che non è andato bene nel passato o a quello che potrebbe andare storto nel futuro, ci fa concentrare meglio sul lavoro che stiamo facendo, aumentando così la probabilità di successo.

5) Chi decide sei tu

Quando abbiamo paura di sbagliare o di non riuscire a raggiungere i nostri obiettivi subentra spesso il timore di quello che pensano “gli altri”. Chi sono questi altri? Possono essere i genitori, gli amici, i colleghi, i nonni, i fidanzati etc. etc. La lista non finirà mai se non decidiamo noi di finirla a mettere le opinioni degli altri prima della nostra. Una sconfitta quindi già non si interpreta come sconfitta ma soprattutto quando riusciremo a non farci più giudicare dagli altri o pensare che lo facciano (perché anche lì siamo spesso noi a pensare che gli altri pensano etc…) risparmiamo tempo, energia, rabbia, frustrazione e questo risparmio possiamo mettere tutto nel cercare di raggiungere il nostro obiettivo. Chi decide siamo noi stessi. Come decidiamo la definizione delle nostre azioni siamo anche noi che decidiamo che cosa c’è da fare e che cosa non, chi ascoltare e chi non. Ricordiamoci che è spesso anche una bella scusa per poter procrastinare. Dare la colpa agli altri e attribuire a loro “la colpa” di non agire è un’ottima scusa per non dover ammettere che in realtà abbiamo una paura enorme di continuare e riprendere di nuovo l’obiettivo in mano e ricominciare… Qui subentra la procrastinazione; farò domani, quando avrò fatto XY ricomincerò, prima devo aver fatto e poi….farò. Chi decide siamo sempre noi stessi.

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6) Prenditi una pausa, una breve però

Quando abbiamo dedicato tanto tempo a un obiettivo e abbiamo affrontato una sconfitta, cioè non abbiamo raggiunto l’obiettivo (ancora) siamo noi che decidiamo di ricominciare e portare avanti di nuovo l’obiettivo. Come abbiamo visto c’è il rischio di procrastinare, quindi di non dare più la priorità a questa mete, nonostante fino ad adesso abbiamo messo tutte le nostre risorse in essa. Come mai? Perché abbiamo paura, siamo delusi e non abbiamo la mente lucida. Quindi il riposo e prendersi una pausa diventa importantissimo. Bisogna ricaricarsi come una batteria, come un carico elettronico per poter di nuovo affrontare la strada verso l’obiettivo o il percorso diverso scelto. Importante di mai arrendersi, cioè mai darsi per vinti.

7) Si fa e si va avanti sempre e comunque, un passo per volta

Come riusciamo a affrontare le nostre sconfitte o, come detto, le nostre “sfide” dipende molto dalla nostra pazienza, la nostra forza, il nostro coraggio e il nostro carattere. Importantissimo è semplicemente fare il lavoro, secondo lo slogan della Nike Just Do It (di cui la storia è molto interessante) e metterci l’impegno. Come un imprenditore famoso Gary Vaynerchuk recita spesso negli interventi che fa sui vari Social: “se dico che andrò in palestra perché mi voglio fare gli addominali….niente succederà tranne se vado in palestra e faccio il lavoro”! Siamo tutti molto bravi a parlare, ad avere buoni propositi, ma spesso ci arrendiamo alla minima sconfitta. Per questo che è importante di godersi il processo e un passo per volta. Ogni giorno abbiamo la scelta come vogliamo arrivare alle nostre priorità di quel giorno. Il giorno passa, si va avanti comunque e anche se decidiamo di non occuparsi di quel compito…gli altri vanno avanti sempre e comunque. Nessuno si ferma insieme a noi…al massimo si fermano un attimo e poi proseguono. Per questo può essere un consiglio di fare una lista di 3 compiti al giorno che hanno a che fare con il nostro obiettivo (per esempio devo iniziare la tesi: comincio a navigare su internet per la bibliografia 10 minuti al giorno, devo pulire l’armadio: comincio con un’anta alla volta, dovrei camminare: inizio a fare 5 minuti al giorno). Nell’arco di una settimana vedrete che risultati riuscirete a raggiungere perché si fa e si va avanti sempre e comunque, un passo per volta 🙂 per vincere ogni giorno.

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Liesbeth Elsink

Liesbeth Elsink

Psicologa laureata in Psicologia Clinica. Condivido su questo sito opinioni, suggerimenti, consigli, idee e motivazioni collegando il campo della psicologia con le persone.

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